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Giorgio Pesenti

News e Info Race
Limone Extreme Skyrace 2014 Limone Sul Garda Finale Sky Running
il campione Zinca Jonut della Valetudo con il Mineral GEL Racer

Giorgio Pesenti Valetudo skyrunning Italia
Conoscere no limits!
La Cambogia..
Un passato da dimenticare
e un futuro da modellare…
una nazione al rosa!
Angkor Wat e la sua 18^ half marathon.
27 novembre, 8 dicembre 2013. Sono in volo con mia moglie Serena per Singapore con destinazione finale Siem Reap città simbolo della Cambogia con i suoi misteriosi templi Khmer, dalle mie conoscenze con l’ausilio di internet posso considerare che l’ultimo regime dei Khemer, oltre a voler azzerare la popolazione della Cambogia, hanno disgraziatamente distrutto tutta la storia di questo popolo e dei suoi templi. Che fortuna realizzare questo viaggio per conoscere attraverso le persone Cambogiane qualche scampolo di passato e presente di questa nazione asfissiata per secoli da avidi regnanti senza nessun scrupolo. Dopo aver finito di leggere un quotidiano Italiano resto quasi annegato nel bombardamento su sta decadenza…, un tormentone infinito, nulla di personale contro la persona del tormentato, ma… basta! E' ora di pensare di volare in alto altrimenti finiremo per camminare all’indietro proprio come i gamberi. In aeromobile sono attorniato da persone Europee e Asiatiche, e finalmente lontano dal rissoso stivale mi sento finalmente una persona in cerca della libertà di: volare, pensare e sognare senza martellanti condizionamenti. Lo scopo del mio viaggio e' la corsa podistica piu importante della Cambogia, una mezza maratona inserita nella foresta intorno ai templi di Angkor Watt, la finalità di questa gara, oltre l’aspetto sportivo, ha lo scopo umanitario di sensibilizzazione l’opinione pubblica mondiale sullo sminamento dei territori Cambogiani e la proibizione della fabbricazione e la commercializzazione delle mine antiuomo. Questa battaglia contro questi strumenti di morte e/o mutilazione e' una delle vere decadenze della psiche di alcuni esseri umani che per la loro insaziabile sete di potere ad ogni costo hanno fatto esplodere e continuano ancora a seminare paura, morte e mutilazioni.

Venerdi 29 novembre alle ore 12,00 qui a Siem Reap la temperatura sale.. 32° di calore.
E' iniziata la fantastica avventura di questa 18 edizione della mezza maratona Internazionale di Angkor Wat, stamattina sveglia con un cielo azzurro brillante e una temperatura subito calda umida, alle 07,00 sgambata di 40 minuti per saggiare l'atmosfera gara, e subito è diventata molto scottante, sia per l'adrenalina andata in circolo e sia per il termometro già molto caloroso di primo mattino. Terminata la colazione via al ritiro dei pettorali e della maglietta celebrativa,  poi di corsa a visitare Angkor Wat Temple intorno al lago Tonle Sap, impressionanti questi reperti archeologici di Angkor immersi e parte integrante della foresta Cambogiana, queste città fortificate vennero erette dai vari regnanti succeduti con il trascorrere dei millenni dell' impero Cambogiano. Per il popolo Cambogiano questi templi sono anche luoghi  sacri, il loro culto religioso ha anche tante identificazioni e idolatrie, attualmente nei templi ci sono molte statue in pietra raffiguranti Budda, queste statue sono rivestite con stoffe pregiate di colore giallo oro e incensate in continuazione da pellegrini in preghiera. La foresta fà corpo unico con i resti dei templi, le radici delle altissime piante presenti, legano le varie strutture in un abbraccio indissolubile; che fantastici incontri che si fanno durante la visita a questi templi, abbiamo incontrato scimmie e cinghiali, la Cambogia è favolosa, ti stupisce ad ogni angolo!

Vigilia half marathon ad Angkor Wat
Sabato 30 novembre. Ovunque running Italia se ci sei batti un colpo, le aquile Valetudo ci sono.
Altra giornata meravigliosamente interessante qui in Cambogia, la vita quotidiana a Siem Reap inizia molto presto, come in tutto il resto della Cambogia, alle 7 del mattino i bambini sono già tutti a scuola e chi deve andare a lavorare nei campi ci và all'alba perchè qui in Cambogia, anche se non è piu estate, le temperature dopo mezzogiorno raggiungono la soglia dei 30 gradi con molta facilità, oltre al calore qui  si combatte con un'umidità molto alta. Oggi abbiamo visitato altri due templi il Beng Melea e il bellissimo tempio rossastro di Banteay Srel, quest'ultimo è ben conservato e molte strutture sono arrivate a noi visitatori ancora nel pieno dello loro bellezza architettonica squadrata alla perfezione. Il viaggio nella foresta per arrivare ai templi è risultato assai toccante dal punto di vista umano, abbiamo attraversato molti villaggi, esistono poche case in muratura, in maggioranza le dimore sono su palafitte, questi alloggi sono molto spartani e sono stati costruiti con estrema economia dato la sfortunata povertà; i tetti, se va bene, sono ricoperti da lamiere, e.. invece quelle dei piu poveri ( queste persone guadagnano a malapena 1 o 2 dollari al giorno ), sono ricoperti con della paglia, per cui nel periodo estivo, quando il sole è arroventato e si sfiora i 50°, queste palafitte diventano infuocate ed è quasi impossibile viverci, come pure del resto quando piove; per necessita di sopravvivenza le persone se ne devono stare sotto il pavimento della palafitta a contatto con il terreno e occupando di conseguenza la zona in ombra. E domani è un'altro giorno e finalmente si corre, ovviamente ci aspetta una levataccia, la half marathon parte alle 06.30 mentre le gare promozionali di 10 e 3 km hanno lo start alle ore 06.40, per questo motivo i nostri cellulari avranno il compito di svegliarci alle ore 04.30, quando in Italia saranno ancora le 22.30.

Stamattina 1 dicembre 7800 runners hanno invaso i margini della foresta del parco di Angkor Watt, in antichità i tetti dei templi erano ricoperti d’oro, per la 18 edizione della Half Marathon con una temperatura di primo mattino già estiva-tropicale, ma fortunatamente per gli atleti non era presente la solita cappa di afa tipica di questa zona asiatica che toglie il respiro.
Abbondantemente prima dell'alba, ci siamo alzati alle 04,30, e con gioia ci siamo organizzati per la partenza di questa mezza maratona Cambogiana, la manifestazione prevedeva anche due percorsi piu brevi di 10 km e 3 km, questo trasferimento in bus è stato uno spettacolo irripetibile dal fascino orientale, lasciata la città di Siem Reap, in venti minuti siamo arrivati nelle vicinanze del ritrovo, ai nostri occhi, ( eravamo 13 runners desiderosi di rappresentare l'Italia podistica ), si è presentato un festoso e variopinto serpentone formato da una miriade di moto-carrozzelle intervallate da bus stracolmi di gente e ciclisti con biciclette di tutti i tipi, in maggioranza queste ultimi mezzi di locomozione si sono presentate molto datate e assai arrugginite. Con il trascorrere dei minuti sono arrivati i primi raggi di sole, questi getti luccicanti hanno acceso i riflettori su questa entusiasmante half di Angkor Watt. Chi arriva in Cambogia per correre questa mezza maratona lo fà principalmente per tre motivi: Il primo è quello di contribuire, con il costo dell'iscrizione, a favorire lo sminamento di molti territori situati sopratutto ai confini della Thailandia e ad aiutare economicamente alla sopravvivenza i mutilati. L'ultima dittatura Khmer di Pol Pot, terminata nel 1979, ebbe la poco simpatica idea di minare i confini con la Thailandia questo per non far scappare i Cambogiani che volevano fuggire dal massacro, ( questo sanguinario regime uccise brutalmente un terzo della popolazione ); in quegli anni la Thailandia era una roccaforte a stelle e strisce. Secondo motivo, correre in piena libertà su questo tracciato storico, tutto disegnato nel parco di Angkor Watt, un vero patrimonio dell'umanità;  mentre il runner fatica con l'apparato muscolo scheletrico il campo visivo è continuamente alimentato da queste immagini di città fortificate amalgamate in un corpo unico con la foresta, le caratteristiche architettoniche dei templi risultano misteriose e hanno molti angoli mistici e religiosi, in questi templi ci sono dei particolari spazi, con gigantesche statue allineate una dietro all’altra, come dimostrazione tangibile della continua lotta tra il bene e il male. Nel corso dei secoli qui ad Angkor i demoni avevano sempre trovato nell'immaginario umano una fonte di calamita morbosa dell'anima dei malvagi, infatti in alcune strutture anticamente sono state demolite addirittura tutte le statue di Budda. Il terzo motivo per raggiungere questa gara è il clima di festa che contraddistingue tutti i 21 km della competizione, compresi i tracciati per la 10 e la 3 km; i Cambogiani ammirano tutti i runners perchè, abituati per millenni ad essere sottomessi, trovarsi in casa tanti stranieri che vogliono condividere con i podisti Cambogiani questa half è diventata, edizione dopo edizione, una vera festa sportiva nazionale; quella di oggi 1 dicembre è una manifestazione eccezionale sotto l'aspetto sportivo e umano, e per questo nobile motivo ai bordi del percorso ti trovi miglia e miglia di manine di bambini protese a cercare un contatto con tutti i corridori. E' stato una corsa che ha riempito di gioia i nostri cuori fino quasi a scoppiare, e con orgoglio tutti noi Italiani con la regia di Lollo  e la guida Italo-Cambogiana Alessandro , abbiamo indossato una maglietta o una canotta azzurra perchè oggi l'Italia qui ad Angkor Watt voleva essere presente!

Angkor Wat i risultati. Nella Half marathon di km 21: 1^ Tang Vivian Singapore in 1h27’28”, 2^ Agura Jannette  Filippine 1h31’41”, 3^ Cutler Charlotte Inghilterra 1h33’36”. Classifica maschietti 1° Onozuka Minoru Giappone 1h16’10”, 2° Attamini Assad Australia 1h17’40”, 3° Geithner Peter Stati Uniti 1h18’20”. Per il gruppo di Italiani con la maglia azzurra Ovunque running, l’aquila Valetudo skyrunning Italia con il 68° posto è primo Italiano sul finisch in 1h37’00”, 2° Il Meranese Abram Luciano 1h44’05”, 3° Il Piemontese Luciano De Flaviis 1h59’44”, 414^ la Piemontese Pasquino Gabriella 2h13”18”, 630^ e 1114° due runners dall’Emilia Romagna con il time di 2h25’09”, i cugini Rossi Luisa e Tiozzo Angelo. Nella half marathon si sono classificate 1151 donne e 1472 maschietti per un totale di 2655 podisti.
Nella gara sui 10 km: 1^ Makinen Heidi Finlandia time 44’37”, 2^ Mingkwanphothong Kanokporn Thailandia 45’57”, 3^ Chavanel Canada 46’38”, nella competition maschile 1° Parekh Anand Stati Uniti 38’04”, 2° Chambers Jamie Inghilterra 38’23”, 3° Sophorn Leng Cambogia 41’42”. Per il gruppo Italiano di Ovunque Running: 819^ Fiorentini Laura 1h47’53”, 820^ Gamba Serenella 1h48’01”, 831^ Turkhan Lesia Ukraina residente in Italia 1h50’46”, 832^ Vismara Stefania 1h50’41”, 938° Monti Roberto 1h50’44”, 834° Merelli Elisa 1h50’54”, 939° Ricciulli Mauro 1h50’56”. Nella 10 K si sono classificate 868 donne e 970 uomini per un totale di 1839 podisti.
Il nostro gruppo Italiano è orgoglioso e felice di aver contribuito a finanziare le numerose on lus presenti sul territorio Cambogiano per la pulizia delle mine antiuomo e per l’aiuto finanziario ai componenti delle famiglie colpite da questa pratica criminale dell’ultimo regime Khmer di Pol Pot, ho visto con i miei occhi, sulla spiaggia di Sihanouk Ville, un uomo Cambogiano arrancare sulla spiaggia con quel poco gli restava delle sue gambe dopo essere saltato per aria su una mina, vi risparmio la descrizione di questa scena disumana!!!

Viaggio fluviale da Siem Reap a Battambang.
Tra modernità e vita fluviale
rimasta agli albori delle comodità.
Oggi lunedi 2 dicembre viaggione di quelli che lasciano il segno nella mente e sopratutto nel cuore, un'immersione di quasi sette ore nei canali che nascono e defluiscono nel lago di Tonle Sap della fiera ed operosa nazione Cambogiana. Tutto il nostro gruppo di atleti ed accompagnatori è rimasto stupito e amareggiato nell'osservare questo passaggio nella povera realtà della vita quotidiana di queste numerose persone che vivono nelle palafitte o addirittura sulle barche, il sostentamento di questa popolazione è derivato solo dalle attività di pesca e dal passaggio dei turisti, ( pochi a dir la verità ). Lasciato il porticciolo di Siem Reap in pochi minuti siamo arrivati nella foresta fluviale dove crescono un'eccezionale quantità di mangrovie, questo è un luogo accessibile solo grazie alla bontà delle persone che risiedono sulle rive di questo lago e dei relativi canali naturali, queste vie di comunicazione sono fondamentali per la vita stessa di questa popolazione, essi, con uno sforzo quasi sovraumano, riescono a tenere sgombre queste vie essenziali per la loro sopravvivenza, i Cambogiani fluviali non hanno decespugliatori o mezzi agricoli meccanici, allargano e sistemano queste vie con il solo lavoro manuale di accetta, segnalando il percorso con le bottiglie vuote di plastica appese a qualche ramoscello. Queste famiglie di pescatori nonostante la povertà sono molto cordiali e i bambini come intravedono un barcone di turisti iniziano a salutare in modo festoso con un visino sempre sorridente, sono vestiti in modo decoroso senza la nostra smania di averi i capi firmati dell'ultima moda. Anche in questa zona la totalità delle palafitte sono state costruite con materiali derivati quasi esclusivamente dalla natura, il materiale largamente usato è il legno, le coperture dei tetti, se il capo famiglia ha possibilità finanziarie, è di lamiera o assi di legno, oppure per chi è indigente, al massimo si può permettere il tetto di paglia o con pezzi di teli di plastica o anche di stoffa. Per raccontare in forma piu verosimile questa info riguardante le abitazioni di questi sorridenti Cambogiani, vi posso garantire che i casotti Italiani a fianco degli orti che servono per custodire gli attrezzi sono costruiti in modo fortunatamente migliore. Per chi invece non ha la possibilità di costruirsi una palafitta ha un solo modo di vivere, risiedere sulle proprie barchette di pesca, è impressionante osservare i momenti di vita di questi Cambogiani sulle barche alloggio, in pochi metri quadrati, pescano, fan da mangiare, dormono, stendono i panni ad asciugare, è curioso anche il modo in cui appendono le padelle e gli utensili da cucina..., è una realtà molto cruda da osservare. Ad un certo punto della navigazione da una palafitta ci è arrivato un saluto molto forte e cordiale, erano i bimbi di una scuola all’aperto che con il loro maestro ci facevano festa, proprio incredibile! Osservando senza mai affaticarci e tra centinaia di scatti fotografici siamo arrivati a destinazione a Battambang, una città  con una forte impronta architettonica francese.


Phom Penh
Oggi 3 dicembre il nostro viaggio in Cambogia e' proseguito da Battambang verso la Capitale di Phom Penh, in gergo ciclistico questa lunga escursione in bus e' paragonabile ad una tappa di trasferimento. Durante l’attraversamento dei villaggi mi sono chiesto come mai non si notavano persone attempate? Dopo alcuni istanti la mia curiosità si e' trasformata in domanda alla nostra guida Alessandro, un cittadino Cambogiano con origini in alto Adige. Immediatamente Alex mi risponde: Non ci sono Cambogiani anziani perche sono stati uccisi dall' ultimo regime totalitario andato fortunatamente a morire nel 1979. Questi Khemer prelevavano dalle famiglie sopratutto i maschi per eliminarli e fiaccare cosi piu in fretta la resistenza al regime. Milioni di persone trucidate per il solo torto di essere nati prima degli altri. Che orrore devono aver disseminato i Khmer in Cambogia dal 1975 al 1979. Proseguiva Alessandro: Ne hanno combinate di molto grosse? Un esempio su tutti e' stata la cattura dei bambini privandoli della libertà di vivere in famiglia. Questi piccoli esseri umani venivano strappati dai genitori appena erano capaci di cavarsela da soli, questi bimbi non venivano neanche registrati perche dovevano servire in toto alla causa dei comunisti Khmer, una pazzia perpetrata contro tutta l'umanità' in nome di una comunità anticapitalista. E' stata una delle peggiori forme di schiavitu di tutti i tempi, uccidere gli anziani e privare i bambini della libertà della loro vita per un'ingabbiatura diabolica di tutta la società Cambogiana. La trappola mortale dei Khemer è stata completata dalla barriera costruita con le mine antiuomo sistemate al confine della Thailandia per evitare la fuga dei Cambogiani verso la libertà. Questi Khemer di Pol Pot, per cancellare la storia e la cultura, hanno addirittura distrutto tutte le biblioteche azzerando la lunga storia del popolo Cambogiano, uccidevano tutte le persone che portavano gli occhiali perche pensavano che questi erano troppo colti e di conseguenza con il loro sapere potevano disturbare la loro missione di morte e distruzione.

La visita alla capitale e' paragonabile a un miracolo della modernizzazione rispetto al resto della nazione, ci vivono 3 milioni e mezzo di Cambogiani, il centro è un copia incolla di una metropoli del mondo occidentale industrializzato, al centro scorrono vari fiumi canalizzati che vanno ad ingrossare il famoso corso d’acqua del Mekong, nel centro città si trovano dei lussureggianti giardini, al loro fianco scorrono delle vie stradali molto trafficate, si notano gipponi di notevole valore, macchine berline lussuose, un’ infinità' di motorini stracarichi di persone ( rientra nella normalità per il conducente possa caricare sulla sella tre persone ) e infine circolano una montagna di biciclette. A proposito in Cambogia non sono necessari per la circolazione stradale, la patente, l' assicurazione e il bollo auto e per finire chi acquista un’auto o un mezzo di locomozione a motore l’ immatricolazione del mezzo avviene nell’arco di tre mesi, questi possono quindi  tranquillamente circolare senza targa per tutti e tre i mesi. Per la parte edilizia nella capitale sono presenti case ed edifici di ottima fattura costruttiva, molto moderni direi anche avvenieristici, centralmente sono presenti molti palazzoni di notevole altezza, in questo contesto edilizio sono inseriti le eleganti ambasciate presenti, uffici, hotel, boutique, ristoranti, bar, e fornitissimi negozi alimentari e infine ci sono svariati punti vendita di tecnologie di ultima generazione. Nella zona nevralgica e sito il palazzo reale, visitando l'area pubblica risalta la ricchezza del regno di Cambogia, la costruzione dell’immenso palazzo e' di grande valore architettonico della tradizione Cambogiana, i colori dominanti sono il bianco e l'oro, all' interno in varie strutture sono inseriti oggetti della vita reale del passato e del presente, la centralità' comunque di tutti i vari edifici che compongono il palazzo e' incentrata sulla raffigurazione di Budda con statue o scene della sua vita spirituale, nella zona centrale del palazzo non poteva mancare un' bel giardino botanico. Dopo il palazzo reale e' obbligo passare al museo nazionale dove sono custoditi preziosi reperti archeologici in pietra, con statue e scene di vita del potente impero Khemer che si estendeva al di fuori dei confini attuali della nazione Cambogiana e comprendeva: La Thailandia, il Laos, il Vietnam meridionale, questo antico regno conquistatore aveva nei forzieri ricchezze molto cospicue. Terza e ultima tappa, ahimè!!! Ci siamo recati in pellegrinaggio al Genocide Museum, in questo luogo di martirio, di questi luoghi di sterminio in tutto il paese Cambogiano ne esistevano 160, vennero imprigionati negli anni che andavano dal 1975 al 1979 i Cambogiani che erano destinati ad essere torturati e massacrati dai Khemer di Pol Pot per il solo fatto di essere stati partecipi della comune vita di quei tempi. La pazzia del regime di Pol Pot consisteva nell’instaurare un regime comunista totalitario senza nessuna proprietà privata, assenza di denaro in qualsiasi forma e proibizione del culto religioso, per cancellare tutto il passato hanno distrutto: libri, studi, la tradizione, per ottenere questo demoniaco sistema politico pazzoide, Pol Pot voleva azzerare tutta la popolazione con l’uccisione di tutti i Cambogiani che erano testimoni dei vecchi regimi. All’interno del museo di questo genocidio sono perfettamente conservate le funeste celle di detenzione, sono ancora presenti le reti arrugginite che servivano come letto in attesa della tortura- sacrificio, i poveri condannati erano legati con una pesantissima catena, l’unico arnese che i condannati avevano la possibilità di avere al loro fianco era il contenitore degli escrementi. Sono allucinanti gli schizzi di sangue che si notano ancora adesso sulle pareti di questi diabolici locali. Dopo la visita delle celle i visi di tutti i componenti del nostro gruppo si sono sbiancati e il cuore e' andato in panne, per fortuna che nessuno di noi soffriva di mal di cuore altrimenti non era remota la possibilità che qualcuno ci rimaneva secco. In questi luoghi di annientamento abbiamo visto i vari strumenti di tortura, inimmaginabili, inqualificabili, laceranti solo alla vista, se questi marchingegni di tragiche e dolorosissime morti non le avessimo avute li davanti ai nostri occhi non ci avremmo mai creduto, è inaudito e incomprensibile che degli esseri umani hanno pensato e costruito queste macchine di morte. E per finire abbiamo visto alcune serie di foto tragiche dei condannati, con gli occhi che scoppiavano dalla paura, intervallate da foto e dipinti delle scene dei massacri di massa e delle fosse comuni, uno scempio disumano, animalesco non lo definirei, ma diabolico si, nettamente. Due immagini mi hanno colpito profondamente raffiguravano due mamme disperate che venivano derubate dei loro figlioletti, uno veniva ucciso con un colpo di fucile mentre veniva lanciato nel vuoto e l'altro invece veniva scaraventato contro una pianta. Nell' ultima stanzone due enormi vetrine mostravano una montagna di ossa prelevate dalle fosse comuni, 3 milioni e mezzo i Cambogiani massacrati in questo modo. Sette i superstiti di questa macabra pazzia umana che hanno il doloroso compito di raccontare questo eliminazione di massa in nome del comunismo di Pol Pot.

Finalmentel tre giorni di relax a Sihanouk ville.
Spiagge selvaggie e mare incontaminato.
Una cittadina portuale e turistica in piena crescita .
Il nostro viaggio in Cambogia è terminato con il soggiorno nella cittadina portuale di Sihanouk ville, una bella località turistica e commerciale affacciata su grande golfo che si estende fino alla Thailandia. Al largo di Sihanouk ville ci sono numerose isole che rendono questo luogo molto esclusivo e attraente dal punto di vista turistico, i bagnanti che si incontrano provengono da tutta l' Asia e in quantità minore dall'Europa. Qui si possono fare una quantità di sport acquatici ed escursioni sia via mare e sia via terra nella zona fluviale della giungla, e per chi ama correre e passeggiare, la bella spiaggia offre una possibilità di movimento in assoluta libertà. Per chi ama il running questo lungo arenile è a dir poco fenomenale, si  può correre per chilometri su una sabbia color avorio, la compattezza della sabbia bagnata è molto solida per cui il running è fattibilissimo e in alcuni tratti sembra proprio di correre su una bella pista battuta su neve, questa considerazione da stazione turistica invernale viene meno quando un'onda fragorosa ti spruzza sul corpo un po' di schiuma bianca d'acqua marina dalla temperatura molto tiepida. Qui a Sihanouk ho visto il record massimale di trasporto su di un motorino; ero con mia moglie Serena a passeggio sull'arteria stradale principale che raccorda per le varie località di Sihanouk e per il gran vociare, i nostri sguardi sono stati attratti appunto da un motorino che si stava fermando all'entrata di una scuola e sgranando gli occhi dallo curiosità abbiamo visto scendere dal piccolo motociclo quattro ragazzi delle scuole elementari, tutti in perfetta divisa bianca e blu, felici, con la cartella in spalla. Siamo scoppiati in una lunga risata anche perchè l'adulto che conduceva il motorino  portava il casco mentre i ragazzini non avevano nessuna protezione.
La Cambogia rosa
Viaggiando in Cambogia si può notare la buona volontà di tutta la popolazione Cambogiana di lavorare e progredire verso una società sempre piu industriale e con un'apertura culturale da far invidia a molte nazioni occidentali. C'e' da considerare che la Cambogia e' vicina all' equatore per cui anche in inverno qui il termometro va' mediamente sui + 30 gradi e in piena estate la temperatura si aggira vicino ai 50 gradi per cui lavorare nei campi sotto il sole e nelle fabbriche senza l' aria condizionata è molto molto dura; si può solo che apprezzare le qualità di questo giovane popolo Cambogiano. Seconda considerazione doverosa, in Cambogia non ci sono molte possibilità di un’abbondante e varia alimentazione, i lavoratori hanno solo una possibilità' ( se riescono a racimolare un po' di soldini ), acquistare i fantastici prodotti della loro terra e dei loro fiumi, qui i loro poveri pranzi sono a base di riso, pesce e qualche frutto, banane, ananas, cocco e papaya. I condimenti in Cambogia non esistono e per questo motivo non riesco a capire come facciano i lavoratori Cambogiani a resistere per ore e ore nelle loro mansioni senza crollare a terra esausti; in Cambogia l'obesità non esiste! Un esempio di come madre natura non abbia certo aiutato questo eccezionale popolo Cambogiano , in tutti gli angoli rurali e pure in città dove cresce un po' d'erba vengono allevate numerose mucche, ma anche loro soffrono questa natura molto povera, sono magrissime e per la loro particolare genetica non producono il latte, un' altra beffa della natura. Ma veniamo al dunque del perche la Cambogia e' al rosa , è assolutamente da vedere l'entrata e l'uscita dalle fabbriche, presenti nelle vicinanze delle città principali, qui si producono in gran quantità capi di vestiario, scarpe e birra.
Le maestranze operaie sono tutte di sesso femminile, sono migliaia, tutte donne giovani e esili ma con una forza incredibile, in silenzio e con una compostezza quasi surreale raggiungono il posto di lavoro stipate su tutti i mezzi di trasporto che trovano, sui cassoni di vecchi camion, salgono a decine e si dispongono in piedi una accanto all'altra, praticamente e' come vedere delle scatole di sardine messe in verticale, sicurezza per questi arcaici sistemi di trasporto, zero! E perche solo donne? Chi ne sà tanto sulla Cambogia dicono che le donne Cambogiane sono piu affidabili degli uomini, io le ho immaginate al loro arrivo nella loro umile palafitta, sotto di nuovo a lavorare, ad accudire i figli, spazzare casa, e andare al mercato a fare la spesa con in tasca mezzo dollaro se tutto va bene, GRANDI!!!! davvero queste eccezionali donne della Cambogia.
Giorgio Pesenti Valetudo skyrunning Italia

Limone Extreme Skyrace 2013 e Vertical Kilometer Grèste de la Mughéra

Ranking ISF 2013
Nella classifica sky distance Men,
2° L’Aquila Valetudo
Ionut Zinca.
487 gli atleti selezionati, per 37 nazioni,
21 gare in tutti i continenti.
Prestigioso secondo posto del Rumeno Zinca Ionut nel ranking della federazione internazionale di skyrunning ISF alle spalle di uno scatenato Kilian Jornet Burgada, peccato che Ionut nei mesi di maggio e giugno ha avuto un lungo stop per infortunio, e poi Kilian e Kilian, un campionissimo.
Complimenti all’aquila Valetudo Zinca Ionut.
http://www.skyrunning.com/images/stories/ranking/sky-ranking-men-13.pdf

video Limone Extreme Skyrace 2013
video Racer Eventi
10 edition Ysangarda Trail 2013

10^ edition Ysangarda Trail 2013

L’aquila Valetudo Toniolo Mauro 1° all’Ysangarda Trail.
Regina K30 Lucia Rosso.
K 30 4° over 55 Giorgio Pesenti.
Oggi domenica 10 novembre si è corso il Trail di Castellengo, questo borgo Biellese si trova a ridosso di Cossato, qui il territorio fa parte della riserva naturale Baraggia e a tratti sembra proprio di correre in una savana africana. A Castellengo esiste un curioso ecomuseo del territorio collinare di Biella, arroccato sul punto piu in alto del borgo vi è il famoso castello di Castellengo del X secolo, è location ideale per celebrare un fine settimana in compagnia o una ricorrenza particolare, oppure come abbiamo fatto oggi, un regale arrivo gara in pompa magna, “per le grandi occasioni”. Ysangarda trail è una manifestazione podistica molto articolata e interessante adatta a tutti i runners, il clou della giornata è stato il trail di 30 km con un dislivello di 500 metri, per i meno lunghisti è stato allestita la 19 km, poi a seguire la Nordik Walking di 10 e 19 km. Occhio e croce tra competitivi e non, gli atleti impegnati nella Baraggia sono stati oltre 500. Il percorso della trenta chilometri presentava una prima parte di 11 km su strade bianche, velocissimi questi rettilinei, un volatone interminabile; poi una volta infilati nella riserva di Baraggia sono iniziati i saliscendi su sentieri e strade di campagna. In alcuni tratti il sentiero era ricoperto da un’abbondante strato di foglie ingiallite e di conseguenza si poteva immaginare che le nostre scarpette calpestavano una soffice moquette, nonostante la stagione novembrina la temperatura di gara è stata fresca e gradevole, a tratti i raggi del sole si infilavano tra le nuvole e riscaldavano le parti scoperte dei corpicini degli atleti. Alcuni minuti dopo le 09,30 è stato sancito l’apertura delle ostilità podistiche dell’Ysangarda Trail e i migliori dopo 4 curve sono fuggiti dalla vista del gruppone. Il trail lungo, fino all’ultimo strappo di giornata, era saldamente nelle mani del Marocchino Abdelaziz Meliani, ma il Magrebino proprio nel finale è rimasto senza carburante e l’aquila Valetudo skyrunning Italia Toniolo Mauro ha piazzato un rusch finale da perfetto skyrunner, e come un’aquila dall’alta quota si è catapultato sul finisch sistemato nel viale antistante il castello di Castellengo e con il time 1h58’14” ha conquistato la corona d’alloro della vittoria, e come nelle migliori fiabe ha ricevuto il titolo annuale di padrone del castello. Secondo Abdelaziz Meliani in 1h58’49”, 3° Zucco Adriano team Circuito running 2h02’06”. Nel trail long Pesenti Giorgio si è classificato 42° nella classifica generale conquistando il 4° posto nella classifica over 55 con il time di 2h31’39”. Grande lotta sportiva anche per il titolo di regina del trail Ysangarda 30 km., corona d’orata conquistata da Rosso Lucia ATL. Saluzzo in 2h24’15”, 2^ Baldi Monica GP. Avis Vigevano 2h25’12” trono di bronzo per Anni Angela 2h32’53” Podistica Arona. Nel trail K19 vittoria maschile in tandem, primi Pisani Alessandro Circuito running team e Mersi Enzo Atl. Monterosa Fogu in 1h14’40”, successo rosa K19 per Belletti Marcella del team G.S.A. Pollone in 1h24’56”. Per Toniolo Mauro un’ottimo bis di vittorie, domenica scorsa ha vinto il trail K14 delle Terre di Mezzo, Mauro è in lizza per la conquista di un posto sul podio nel new circuit Bergamo Running Sky by Valetudo, l’aquila Valetudo Toniolo dopo tre prove è terzo in classifica provvisoria generale; per cui forza Mauro! Al Pico trail di Strozza in provincia di Bergamo il 24 novembre si correrà la 4^ e ultima prova, 18 i chilometri tra il monte Ubione e il balcone della Roncola, 2700 metri il dislivello complessivo.

8^ Etna Valetudo Ecomarathon by Millet 2013

8^ Etna Valetudo Ecomarathon by Millet

Siculamente Eco sky.
Etna Valetudo Only Emotion!
“Tutto ciò che la natura ha di grande,
tutto ciò che ha di piacevole,
tutto ciò che ha di terribile
si può paragonare all’Etna e
l’Etna non si può paragonare
a nulla” ( D. Vivant Demon )
Emanuela Brizio regina Valetudo del fuoco Etneo,
tra gli uomini primo Catania Vito Massimo.
I campioni Siciliani di skyrunning 2013 sono:
Bonanno Graziella e Catania Vito Massimo.
Per il team Valetudo: 12^ Rottensteiner Sabine, 4° Grossi Paolo
33° Pesenti Giorgio e 50° Turchi Claudio.    
La Valetudo skyrunning Italia, già da qualche anno ha adottato come sua montagna simbolo l'Etna, a Muntagna con i suoi quasi 400 crateri e' la mamma Italiana di tutti i vulcani attivi dello stivale. Come primo valore di attrazione verso questa zona annoto, senza ombra di dubbio, la vocazione umana di questa formidabile isola; la Sicilia è il centro del mediterraneo, è terra di sbarchi, agricoltura, turismo di qualità e infinita sapienza. Qui la diversità e' un valore primario, la loro calamita attrattiva stà nel credere nella loro speciale attitudine all'accoglienza, qui conquistano le persone con l'affetto e la cordialità, cosi facendo sono consapevoli che una volta venuti nell’isola dei vulcani si ritorna e si ritorna ancora, "Provare per credere". Qui le persone sono molto affabili e ti parlano con spontaneità, le loro massime sono molto gradevoli e spiritose, una delle migliori e' sicuramente: Se la riflessione e' troppo sofisticata si rischia di partorire un topolino, in Siculo: " Cchiu' longa e' a pinsata, cchiu' grossa e' la minchiata". Dopo questa premessa umanistica arriva per ordine d’importanza il contesto naturalistico della ecomarathon, quest'anno la stagione autunnale Sicula ha fatto bingo regalando ai presenti, atleti e accompagnatori uno scampolo di stagione quasi estiva. Prima grossa soddisfazione per l'organizzazione diretta da Giuffrida Gabriele e Marco Tomasello e' stata la start list piena zeppa, 112 atleti classificati, 22 le dame in gara, in rappresentanza di 10 nazioni. Il percorso e' stato allungato di 1500 metri, quest’anello di lancio, con annessa breve salitella e mini discesa, e' stato apprezzato sia dagli atleti che dal pubblico presente a Piano Vetore a 1760 metri sul livello del mare, zona Etna sud. Questo rullaggio ha permesso ai maratoneti di affrontare la prima salita di giornata con il motore ottimamente riscaldato, la temperatura di primo mattino nella zona dello start era fissa sui 4 gradi centigradi, ma poi con l'arrivo del sole la ecomarathon Etnea Valetudo con sponsor tecnico Millet si e' riscaldata, il cielo perfettamente sereno ha permesso ai raggi solari il rialzo della temperatura fino a toccare quota 15 gradi. Ogni anno correre sui sentieri e sulle piste di Idda ( l'Etna ) , e' sempre un'emozione che ti lascia esterrefatto, fare skyrunning tra colate laviche, crateri, boschi e pinete è un' opportunità che solo la Sicilia ti offre, consiglierei caldamente ad ogni skyrunner di affrontare almeno una volta nella vita sportiva la calata in Sicilia per assaporare le vibranti emozioni di correre su questi vulcani attivi, una piccola parentesi, oltre all’Etna è assai appagante fare skyrunning sui magnifici vulcani dello Stromboli e dell’isola di Vulcano. Poi la vastità di Idda, con il suo lento fumare, ti cattura sempre la coda dell'occhio destro, il fascino del vulcano attivo piu alto d'Europa ti attacca il cuore e la mente permanentemente, la definirei un'attrazione del fuoco, inaspettata e fatale.. Talmente sono affascinanti e morbidi, si corre costantemente sulla sabbia vulcanica nera o se l’eruzione è meno recente il colore risulta su tonalità di marrone scuro, il terreno del tracciato dell’ecomarathon è paragonabile ha un tappeto di caramelle morositas. Questi ubriacanti 42 km per un dislivello totale di 2300 metri, ti sembrano molti di meno, e persino i tre punti ristori, ti disturbano la vista perche ti fanno distorcere lo sguardo da questo parco Etneo strabocchevole di colori e profumi inebrianti. La cronaca della ecomarathon ha esaltato le capacità tecniche e atletiche dell'aquila Valetudo rosa Emanuela Brizio e del corridore Catanese Vito Massimo Catania, la supremazia di Brizio nella corsa rosa non e' mai stata messa in discussione mentre nella ecomarathon maschile l'aquila Valetudo Mikhail Mamleev ha tentato varie volte di ricucire lo svantaggio ma Vito Massimo Catania nei tratti veloci ha fatto valere le sue doti di ottimo maratoneta su strada. Anche l'aquila Valetudo Grossi Paolo ha corso una bella ecomarathon, sul finale ha anche sognato il terzo gradino del podio ma Cuttaia Giuseppe non ha mai mollato l'andatura e purtroppo all’aquila Grossi non è restato che far scivolare il suo sogno di bronzo a data di destinarsi. Il primo ad arrivare sul finisch del rifugio Ragabo con il time di 2h59’35” e' stato Catania Vito Massimo, per il runners Siciliano questa vittoria gli ha permesso di conquistare il titolo di campione Siciliano di skyrunning, titolo messo in palio dalla federazione Fisky. Secondo l’aquila orientista Valetudo Mikhail Mamleev in 3h04’10”, 3° un’altro Siciliano Cuttaia Giuseppe 3h19’08”, 4° l’infaticabile aquila Valetudo Grossi Paolo 3h20’43”, 5° ancora un Siciliano Tomasello Vincenzo 3h23’57”, per il Valetudo team seguono 33° Giorgio Pesenti 4h09’23”, 50° Turchi Claudio 4h30’06”. Prima dama al Ragabo e' arrivata la Brizio nazionale con il time di 3h35’30”, argento e titolo di campionessa Siciliana Fisky per Bonanno Graziella 3h58’05”, 3^ Norma Martina 3h59’21”, per la Valetudo rosa 12^ Rottensteiner Sabine 4h57’42”. Come sempre il dopo gara è una festa molto amichevole e festosa, prima un buon pranzo servito dallo staff del rifugio Ragabo e poi l’apoteosi finale con premi e applausi in abbondanza per tutti.
E’ pacifico pensare che se l’Etna non si spegne rimarrà un’appunto fisso la discesa del Valetudo team in Sicilia.

Carrera de Baja 22/26 ottobre 2013

Carrera de Baja 22/26 ottobre 2013 ( Messico/Baja California)

L’aquila rosa Marina Plavan vince la Carrera de Baia.
Successo Transalpino di Rossi Patrik.
“Messico e nuvole,
la faccia triste dell’America
il vento soffia la sua armonica
che voglia di piangere ho….”
Queste sono le parole di una famosa canzone che hanno accompagnato i giorni precedenti il mio viaggio in Messico e che ancor oggi mi sembra di sentire riecheggiare nelle mie orecchie….…..
Carrera de Baja, è una corsa podistica spalmata su cinque tappe, distanza kilometrica circa 100 km, nella terra dei cactus, laddove poco tempo fa si è abbattuto un disastroso uragano, noi atleti purtroppo abbiamo visto i risultati….. Al nostro arrivo questa terra Messicana trasudava ancora acqua, strade devastate e sentieri sconnessi, che però non ci hanno  impedito di portare a termine questa corsa. Questa gara a tappe era suddivisa nel seguente programma : le prime tre tappe, decisamente lunghe,  e due tappe diciamo corte, una decina di km, ma! Molto, molto tecniche, naturalmente la sottoscritta ha apprezzato tantissimo.     
Raggiungere Baja California non è semplice, parecchie tratte in aereo, per gli spostamenti spiccioli si usavano i pulman, questi viaggettini giornalieri stemperavano le difficoltà dei percorsi delle singole tappe…. Punto d’appoggio per le prime tre tappe, Loreto, una bella e piccola cittadina posta sul mare di Cortes ( golfo di California ), mare molto calmo e caldo, questo è il luogo ideale per alcune specie di balene che scelgono questo golfo per far nascere i loro piccoli. Durante la nostra vacanza Messicana ci ha accompagnato un’ottimo meteo, sole quasi estivo e temperature elevate; la nostra avventura podistica è iniziata con la prima tappa, una ventina di km in mezzo ai cactus, su un terreno abbastanza sconnesso ma tutto pianeggiante dove ci siamo resi conto che era fondamentale portarsi appresso acqua non solo per dissetarsi ma per rinfrescarci la testa, senza queste mini docce la nostra capoccia sarebbe bollita!!!!
Il giorno successivo, la seconda tappa con una distanza oltre i 30 km e un dislivello importante di oltre 500 metri sempre in mezzo ad un paesaggio caratterizzato da cactus e altre piante pungenti, fondo sconnesso  nella prima parte con difficoltà tecniche aprezzabili,  poi il tracciato scorreva lungo dei fiumi, in alcuni tratti il fiume era in secca mentre in alcuni l’acqua ti sfiorava le caviglie, questo pediluvio inatteso ci ha rinfrescato gradevolmente, terminato il tratto fluviale siamo arrivati al mare, sulla spiaggia di Loreto.In questa tappa, nonostante le raccomandazioni degli organizzatori, quasi tutti i concorrenti , nel pezzo tecnico,  hanno  abbracciato un cactus con le conseguenze del caso,  abbiamo pure  incontrato dei serpenti …..
Terza tappa oltre 20 i km, con partenza in un caratteristico canyon pietroso e susseguente discesa, anche in questo caso il fiume era in secca e il suo letto era molto ampio, gran finale in piazza a Loreto dove parte il famoso “Camino Real” messicano.
Dopo queste tre tappe eccoci invece catapultati sull’isola di Magdalena , raggiunta con tre ore di pulman e almeno mezzora di barchetta, laddove abbiamo  potuto affrontare le temute dune di sabbia; ghette  si ghette no, ognuno di noi era preoccupato della sabbia finissima che poteva entrare nelle scarpe, questa particolarità del terreno poteva dare  il colpo di grazia ai nostri piedi già martoriati dai numerosi chilometri percorsi,  arrivo sulla bellissima spiaggia di conchiglie sull’Oceano Pacifico; paesaggisticamente la più bella delle tappe, anche perché non siamo abituati a paesaggi mozzafiato come questi….Infine l’ultima tappa, quest’ultimo round podistico alternava tratti da percorrere sulla sabbia delle spiaggette a dure e ripide salite e discese, per poi di nuovo ripiombare nella sabbia, tappa insomma molto simile alle nostre gare di montagna, in mezzo a cespugli pungenti e agavi che ornavano questo stupendo paesaggio.
In questo lussuoso ambiente, tra risate e abbuffate, gli atleti in gara si sono stretti in un’amichevole gruppo,  i runners provenivano da: Italia,Stati Uniti, Svizzera, Francia, erano presenti pure degli atleti locali; un’atleta d’eccezione ha corso al nostro fianco, quel Marco Olmo, ancor oggi capace di impensierire atleti giovincelli. Al termine si sono stilate le classifiche sia maschili che femminili, della gara lunga, e anche di quella corta, tre tappe di 10 km circa.
Nella long vittoria maschile del francese Patrik Rossi in 7h.07.51 su Passalacqua Francesco 7h.19.04 e Gialuca Barbero in 7h.32.47. Vittoria femminile  della sottoscritta in 8h.32.26 su Fabiola Spinelli 8h.46.32 e Sabrina Gasparotto in  9h.40.25.
Scenario d’eccezione per le premiazioni sul lungomare di La Paz, con la presenza delle autorità locali e dei numerosi atleti messicani che in occasione dell’ultima tappa  si erano confrontati con noi della gara a tappe……… e non poteva mancare un trofeo a forma di cactus nella mia collezione!!!!!   
Di Marina Plavan Valetudo skyrunning rosa.

 
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